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la vita novaUn pezzetto bello tondo di cielo
Inizia la scuola e mi immergo nel profumo dei libri nuovi, accarezzo le pagine lisce lisce dei quaderni appena comprati e mi circondo di penne nuove e colorate: ho sempre adorato l'inizio della scuola, anche se poi dopo due settimane sono già tanca: E questo è l'ultimo anno, e ho troppo da fare, troppo da studiare, mille impegni accumulati, e troppa voglia di vivere. Ma questo è l'ultimo anno, e voglio godermelo. E così mi aggrappo alle piccole cose, a tutto il positivo che riesce a scorrermi addosso, e scrivo sul diario le piccole specialità di ogni giorno, anche se non serve, perchè iniziano a fare parte di me, sono me. Dopo la vacanza in Francia ho anche scoperto di essere una gnoccah u.u non ci credo realmente, ma mi piace dirlo, quel po' di autostima che Black ha sempre cercato di infondermi. E se sono qui a digitare pensieri sconnessi e felici è anche merito suo, merito del suo cielo in stile parigi e dei suoi abbracci ogni volta che scoppiavo a piangere davanti a lui, merito della sua musicoterapia e della Vicini che coraggiosamente ci parla di shessho. Un anno fa scrivevo ovunque che l'aury non esisteva più. Credo si sia solo assentata per lungo tempo, perchè ora è tornata, guardandomi allo specchio delle volte riesco ancora a scorgere lo sguardo di quella bella bimba trulla. E' cambiata, è cresciuta, ha accumulato mille maschere, ma ora riesce finalmente ad essere se stessa. Io non ce l'ho una scorza, non mi scorre tutto addosso, perchè le gocce penetrano nella mia pelle, sono un insieme di tutto e di tutti. Ho ripreso a ballare, perchè ballare mi piace, e non lo avevo dimenticato, lo avevo solo nascosto. Faccio parte del giornalino della scuola, del comitato feste, vado ai comitati studenteschi e sono intrallazzatissima con la curia [cit.], e queste novità mi garbano assai. Mi piace essere circondata da persone nuove e da persone ritrovate. Se sono qui è anche grazie a chi un pomeriggio di fine estate mi accompagna dal tizio con le corna a rimettere il piercing, e mi fa scoprire che gli amici si possono ritrovare per davvero. Ci sono delle cose che accadono senza un perché, almeno così dicono, ma è bello risentire dopo tanto tempo il telefono squillare e dall’altra parte un “proooonto? Sono il dottor Cox”, è bello sentirsi dire “mi vedo d’accordo, a stasera”, per poi essere accompagnata verso l’infinito ed oltre (ovvero l’Irish) al sabato sera, dove un amico fa finta di schiacciarti un uovo sulla testa, ti massaggia un ginocchio e si impiccia dei tuoi affari che affari in realtà non sono. Se vado avanti in questi giorni, tra le mie ormai 5 ore standard di studio, è grazie a un artista di strada che ancora si ricorda di me e che mi scrive una dedica, è grazie a un vecchio prof. che mi manda le mail, è grazie al ricordo dei tempi che furono, alla lunga attesa della settimana per vedere al sabato sera il barista dell'Irish, è grazie a quel pazzo gruppo che la mattina mi aspetta a scuola con il my Dear Giorgiozz per parlare di latino, filologi, emo e strane gare con Simo... per poi ritrovarsi all'intervallo. Grazie a chi la mattina mi accompagna per 3 minuti di strada, grazie al ricordo dei lunedì d'estate e dei tanghi che spero tornino presto. E' grazie al piccolo smile :) che disegno ogni domenica sera sulla pagina del lunedì, perchè se non mantengo questo bel sorriso (grazie anche a Stefano/Rettile per la pulizia dei denti u.u) sprofondo, e di sprofondare non mi va, non di nuovo. Questa è la mia vita nova, fatta di persone che mi prendono per mano per portarmi al sole a scaldarmi, fatta di chi da lontano ancora mi scrive.
Noi ci mettiamo lo smalto blu. NOI NON ABBIAMO IL CUORE DI GOMMA <3
E forse non lo sai quanto sia difficile per me scrivere queste cose, perché non mi viene facile estraniare quello che sento. E lo sai che i miei ti voglio bene sono limitati, però con te sento il bisogno di urlarli. Sei la mia mammina col maglioncino rosso che prepara la pappa al sabato sera. “io voglio essere una mamma tipo..” “tipo Lorelain?”. Solo tu puoi farmi ridere e piangere allo stesso tempo. “ma non sono lacrime di tristezza, sono lacrime di.. di.. di ti voglio bene”
È lasciarti un biglietto dentro al cassetto… la felicità
E poi “beh, sei la mia dea, ti voglio bene”
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